sabato 22 ottobre 2011

Il saluto di Sergio D'Angelo



Il Ruolo dell'Agroalimentare nel Mediterraneo 22 ottobre 2011


Buongiorno,

ringrazio tutti i presenti, i rappresentanti delle Istituzioni, i presidenti delle Associazioni, gli amici, ma in particolar modo Ferdinando Palumbo, per aver scelto Caserta quale location per discutere il tema “il ruolo dell’agroalimentare nel mediterraneo” e ringrazio il Segretario Generale ed i Segretari Confederali per il contributo che porteranno a questo dibattito.

Un ringraziamento anche all’amico Carlo Iacone, presidente della FISAR di Caserta (Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori) che impegnato al Congresso della Federazione Nazionale ha inviato un telegramma di saluti suoi personali e della delegazione FISAR di Caserta ribadendo che la stessa è impegnata sul territorio casertano, con la mission del rilancio dell'enogastronomia con le sue eccellenze, e della cultura casertana, altresì impegnata con azioni volte ad un turismo in-coming, per la reggia ed oltre la reggia.”
La manifestazione di oggi pur nascendo dallo “sconforto” per le notizie che quotidianamente arrivano dagli organi di stampa, quali, crisi internazionale, crisi nazionale, crisi regionale, provinciale e così via……. , e mi perdoni Signor Sindaco, non per ultimo la crisi comunale che con il suo dissesto appare quasi come una buona notizia in quanto, finalmente ci si mette un punto….. e si ricomincia da zero con buona lena.
Questo evento vuole rappresentare la conferma di un successo già noto nel nostro Agroalimentare, che, grazie agli elementi che la compongono evidenzia le nostre eccellenze quali veri e propri simboli del made in italy nel mondo.
L’evento che si colloca in un momento storico economico e politico difficilissimo, soprattutto nell’area del mediterraneo, oggi acquista un valore ancora più incisivo e vuole dare voce ad una filosofia nuova, ad una unità di intenti per la crescita ed il benessere della civiltà del bacino mediterraneo.
L’agricoltura da sempre ha avuto primaria importanza per lo sviluppo dei popoli e degli imperi. Oggi è spesso degnata di un’attenzione superficiale nelle economie moderne, mentre, più volte, confrontandomi con i Dirigenti Sindacali della mia segreteria abbiamo ravvisato che essa resta fonte primaria di sussistenza e perno dello sviluppo economico del paese. Abbiamo stigmatizzato in tre punti le motivazioni dell’odierno incontro:
  1. L’ESIGENZA, l’esigenza data dall’insostenibilità di questo periodo buio della nostra economia, che sembrerà strano ma porta alla logica dei grandi numeri, ovvero, aumenta i prezzi, aumenta l’indebitamento, aumenta il numero di cassintegrati, di inoccupati e disoccupati, aumenta il numero delle aziende che indipendentemente dal settore merceologico, decidono di chiudere le loro attività sui nostri territori. L’Esigenza quindi di non rimanere immobili e passivi rispetto a questo momento;
  2. LA CONSAPEVOLEZZA, scaturita da una serie di analisi e considerazioni, che ormai non bisogna solo inventare per sperare in una ripresa, magari ripensare, migliorare innovare e rimodellare, alcune storiche colonne portanti della nostra economia dalle quali si può trarre nuova linfa. Siamo convinti che il settore AGROALIMENATRE può, come per il passato, essere un settore trainante della ripresa della nostra economia, e quindi un punto di luce per il nostro tra virgolette sconforto. Abbiamo considerato la vocazione che la nostra area ha sempre avuto, l’agricoltura, nella nostre zone – è il caso di dire – che ha ancora terreno fertile.
Le nostre terre producono prodotti di eccellenza ed i nostri concittadini, con l’abilità acquisita nei loro mestieri, sono capaci di elaborare manufatti di ancor più prestigio.
È già questa una ricchezza!
  1. LA SPERANZA, è che da incontri come questo possano emergere le idee giuste per realizzare questo piano. Siamo convinti che tutti gli attori di questo territorio, insieme, sapranno attivare tutte le misure utili ad aiutare questa ripresa. La speranza è che i nostri prodotti di eccellenza sia sempre più apprezzato e ritornino a raggiungere tutti i mercati, non sotto la veste di imitazioni orientali, ma nella loro genuinità, con leggi che ne tutelino il marchio e l’esportazione nelle altre nazioni. Così come è accaduto per i prodotti della viti-vinicultura italiana, che in questi giorni hanno ottenuto gli apprezzamenti ed i riconoscimenti dei mercati cinesi.
Il tema della convention è quindi di grande interesse ed attualità. Negli ultimi anni sono intervenuti mutamenti istituzionali, sociali ed economici, che hanno portato da un lato all’emergere di complessi scenari competitivi e dall’altro , ad un più articolato ruolo dell’agroalimentare nella società moderna.
Questo rinnovato ruolo dell’agroalimentare e le risposte a cui esso è chiamato rispetto a sfide e bisogni nuovi, implica significativi processi riorganizzativi, e forti sollecitazioni alle imprese ed ai sistemi locali, richiedendo la focalizzazione delle risorse interne ed esterne sulla valorizzazione di leve strategiche innovative.
Il convegno vuole essere un’occasione di approfondimento per fronteggiare tre nuove e fondamentali sfide:
  • la sostenibilità dei modelli di sviluppo, legati al territorio;
  • la tutela dei consumatori nella conoscenza dell’agro-pirateria sempre più diffusa e non di facile controllo nello scenario globale;
  • i cambiamenti negli obiettivi e negli strumenti delle politiche per il settore.
Il tutto affinchè dal nostro territorio nascano le idee per far si che l’Italia difenda il futuro dell’Agroalimentare.
Se si fa attenzione a non circoscrivere il dibattito agricolo mediterraneo ai soli perimetri del commercio e dell’agronomia, forse si potranno superare i fraintendimenti esistenti sulla questione e così, al contrario, esplorarne tutte le variabili determinanti per il futuro del Mediterraneo. Una volta adottata questa prospettiva, forse si potrà realizzare e progredire nella costruzione di una cooperazione mediterranea fondata su un triplice obiettivo esprimibile in termini di salute:
salute delle economie (cioè ottimizzazione e razionalizzazione dei sistemi agricoli dei PPM),
salute dei territori (cioè protezione e preservazione dell’ambiente) e salute degli uomini (cioè nutrimento).
Le future generazioni devono essere educate al recupero delle tradizioni migliori. E le eccellenze agroalimentari della Campania sono tra queste”.



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