giovedì 24 aprile 2008

il COORDINAMENTO DONNE DELLA UGL CASERTA


"Si è svolto il 22/04 u.s. presso l’Hotel Europa in Via Roma, l’importante convegno dibattito dedicato alla donna nel mondo del lavoro.
La folta platea ha seguito con molto interesse la relazione della Dr.ssa Monica D’Annolfo, che ha illustrato egregiamente l’evolversi di normative e leggi a tutela della donna, della famiglia, della maternità e paternità. Dalla relazione è infine emerso il dato allarmante, tratto dall’analisi del bilancio sociale dell’INPS, che evidenzia le differenze ancora oggi enormi tra uomo e donna relativamente al livello occupazionale, retributivo ed alla presenza della donna nei ruoli dirigenziali e manageriali.
Il Segretario Territoriale della UGL – Sergio D’Angelo nel suo intervento di saluto ha ringraziato il Coordinamento Donne della UGL di Caserta, guidato dalla Dr.ssa Angelica Pizzuti per aver organizzato con maestria anche il secondo appuntamento dei 4 in programma, su un tema di particolare interesse, la cui complessità di norme sono ancora sconosciute a molti. Ha ringraziato la scrittrice Marilena Lucente, per la sua presenza in sala e per il saluto che ha voluto donare ai presenti illustrando il suo modo di vedere il nostro territorio con le donne calate nelle mille difficoltà che esso offre. Nel corso del suo intervento – ha continuato Sergio D’Angelo – la divulgazione di conoscenze, l’informazione e la formazione di lavoratrici, lavoratori e giovani è un ruolo importantissimo che la UGL di CASERTA ha deciso di rivestire sul territorio, perciò l’importanza di questi incontri. Siamo in un territorio dove benché le leggi ci siano tutte, il loro recepimento, come al solito, è tardivo o volutamente ignorato. Infatti ancora oggi come Organizzazione Sindacale ci troviamo a tutelare lavoratrici licenziate sol perché in procinto di matrimonio o perché fanno richiesta di un concedo parentale.
Dopo il dibattito il Segretario Territoriale ha concluso i lavori invitando tutti i presenti al prossimo appuntamento che si terrà sempre presso l’Hotel Europa in via Roma e che avrà come oggetto ancora un tema importantissimo che è quello delle pari opportunità e sarà trattato dalla Dr.ssa Gaetana Conti".

lunedì 7 aprile 2008

Relazione al Convegno su Sicurezza Sul Lavoro

È ovvio che i continui incidenti sul lavoro, le tanto ormai famose Morti Bianche, non fanno altro che portare alla ribalta un problema storico quale la Sicurezza sui posti di Lavoro.
Sono qui, quindi, per ringraziare gli amici della Polizia Penitenziaria, che hanno voluto realizzare questo momento d’incontro su questo tema così delicato.
Forse sarebbe ovvio, quali cittadini della nuova Europa, soffermarsi sulla prevenzione nella legislazione comunitaria.

La prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, nei luoghi di lavoro, è un tema antico nella legislazione comunitaria, tanto da poter essere considerato il punto di forza per la promozione di un percorso sociale unitario nei paesi della Comunità, oltre che lo strumento per la tutela sempre più completa della personalità e della dignità del lavoratore, cittadino europeo.
È interessante considerare che la prima direttiva in materia è stata adottata dal Consiglio della Comunità Europea per l’energia atomica, nel 1959 ed ha avviato un discorso normativo che si è perfezionato, nel corso degli anni, da organismi quali:
- Il Comitato consultivo per la sicurezza, l’igiene e la tutela della salute sul luogo di lavoro (1974);
- La Fondazione Europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (1975);
- L’Agenzia Europea per la prevenzione nei luoghi di lavoro (1994).
Dal ’78 in poi è stato un succedersi di piani di azione tesi a salvaguardare il “modello sociale europeo” su una serie di tematiche fra le quali “ la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro”.
Nell’ambito di tali programmi si è realizzata una ricca produzione legislativa che ha generato un corpus normativo comunitario, fondamentale per lo sviluppo delle legislazioni nazionali nel settore della prevenzione nel quale confluiscono aspetti sociali, economici e giuridici;
il legislatore comunitario si è adoperato con grande impegno di fronte ad un fenomeno infortunistico che investe, ogni anno, in Europa, circa 10 milioni di lavoratori (8.000 i casi mortali) con costi di svariati milioni di EURO l’anno, il che, al di là dell’aspetto economico, rivela un costo umano elevatissimo per una società che include, tra i suoi valori portanti, il rispetto della dignità umana ed il progresso sociale.
Affinchè la legislazione comunitaria possa diventare una “realtà tangibile” per i cittadini di ciascuno Stato membro e non solo una enunciazione programmatica di principi e linee guida, è necessario che ciascuno Stato proceda al suo tempestivo recepimento, come più volte sollecitato dal Consiglio dell’Unione Europea.
Ancora una volta, l’Italia, nel tempo ha accumulato notevoli ritardi nel recepimento delle direttive comunitarie e questo in particolare fino al varo del D. Lgs. 626/94 che andò ad integrare le normative già esistenti in materia di prevenzione degli infortuni ed igiene sul lavoro.
La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, stimolata da una legislazione comunitaria specifica, è divenuto un obiettivo primario per tutti gli Stati aderenti; una maggiore maturazione acquisita col tempo, una maggiore sensibilità verso l’entità “ Europa” ed una disponibilità al recepimento delle sue direttive, ci ha portati verso un sistema giuridico, praticamente omogeneo.
In tutti gli Stati vi è un obbligo, a carico del datore di lavoro, di assicurare un ambiente di lavoro sicuro e sano, utilizzando anche una apposita organizzazione aziendale della quale né è parte attiva lo stesso lavoratore.
In quasi tutti i Paesi, gli organismi che gestiscono l’assicurazione obbligatoria, sono investiti di una missione di prevenzione, diretta o indiretta, fondata su una base legale e svolta in collaborazione con i servizi dello stato (Ispettorato del lavoro).
In tutti gli Stati sta emergendo la tendenza ad elaborare strumenti di prevenzione destinati ad aiutare le aziende a gestire, in modo autonomo, la propria sicurezza.
In questa ottica, emerge il ruolo delle parti sociali: i comitati di sicurezza, con composizione paritaria, devono essere consultati su tutte le questioni relative alla sicurezza e coinvolti nell’attività di informazione e formazione.
Ed un grosso passo in avanti l’abbiamo fatto, in Italia, con la definizione del Testo Unico sulla sicurezza e con l’emanazione del decreto attuativo degli ultimi giorni.
Testo unico che la UGL ha con forza chiesto già anni fa consegnano al Senato circa 50.000 firme.

Ora si tratta di applicare con il massimo rigore le norme che armonizzano decenni di legislazione e garantiscono un equilibrio tra regole e sanzioni. Oltre alle leggi, però, dobbiamo garantire controlli costanti nel tempo ed a tappeto.
Ed è tempo ormai di avviare una rivoluzione culturale sulla Sicurezza, per far si che i lavoratori del domani giungano già formati all’attività lavorativa.
Sono quindi perfettamente d’accordo quando si parla di avviare percorsi formativi già dalle scuole.

Oggi forse l’Italia ha una delle legislazioni più avanzate d’Europa. Quest’ultimo decreto si basa sulla logica della cultura della sicurezza, puntando alla coscienza dei lavoratori e dei datori di lavoro, senza cui le leggi restano solo delle buone intenzioni.
Gli infortuni sul lavoro, come dicevamo, sono una piaga molto diffusa del nostro territorio, ne è un esempio lampante l’incidente occorso pochi giorni fa all’operaio di Maddaloni Michele De Lucia Sposito alla cui famiglia porgo ancora una volta il cordoglio della UGL di Caserta. Ciò nonostante, i dati statistici relativi ad infortuni e malattie professionali, che si ipotizza dovrebbero avere un andamento positivo, a mio giudizio, penso non siano reali a causa dalla presenza, ormai quasi predominante di lavoratori al nero ed irregolari che anche nei casi peggiori di incidenti sono costretti a mantenere il loro anonimato.
Negli ultimi tempi la UGL di Caserta per la Sicurezza ha cercato di sensibilizzare i lavoratori della provincia, proclamando anche, alla fine dello scorso anno un minuto di silenzio in tutti i luoghi di lavoro per ricordare tutti coloro che nel 2007 hanno perso la vita lavorando.
Abbiamo proposto ai nostri iscritti e dirigenti sindacali corsi di aggiornamento sulla sicurezza sul lavoro, nel suo complesso, ed abbiamo avuto numerosissime adesioni.
È ovvio, che su questo tema assumono notevole importanza la valutazione del rischio e la Prevenzione, perché solo approfondendo questi aspetti si possono ridurre i pericoli.
Da questo ne scaturisce che la figura che acquisisce un ruolo indispensabile è quella del Medico Competente, che con la propria professionalità può veramente coadiuvare datore di lavoro e lavoratore con un opera responsabile di informazione, formazione e sorveglianza sanitaria.
Proprio per questo suo compito così delicato, è mia opinione del tutto personale, che tale figura non possa essere individuata dal datore di lavoro (come oggi accade in Italia) ma casualmente designato da un organismo esterno, quale potrebbe essere la ASL, dopo l’istituzione di apposito albo di figure, con competenze specifiche, altamente professionalizzate e con esclusiva assunzione di responsabilità.

Spero veramente, che con ulteriori accorgimenti e senza mai perdere l’attenzione sul tema, si possa debellare il fenomeno delle Moti Bianche e quantomeno dimezzare il numero di infortuni sul lavoro e malattie professionali.

Grazie per avermi ascoltato e buon prosieguo dei lavori.